La “stanza delle meraviglie” dove i ragazzi danno un senso alla loro vita

scritto da Stefano Laffi il 08/02/2016 in adolescenti, Centri giovani, Centri aggregazione giovanile, Wunderkammer, La congiura contro i giovani | lascia un commento

1. I pomeriggi vacanti dei preadolescenti italiani

Ci sono servizi pubblici in Italia poco noti e poco riconosciuti dalle stesse amministrazioni locali, rivolti a predoadolescenti e adolescenti, nati in origine per impegnare i loro pomeriggi. Perché se hai 12 o 15 anni, quasi sempre e ovunque torni a casa da scuola verso le due del pomeriggio, quando non è facile che ci sia qualcuno a casa ad aspettarti. E’ vero che ci sono i compiti da fare, ma non sempre per fortuna e non è facile mettersi da soli a studiare dopo 6 ore di lezione, magari iniziate prima delle 8. Forse c’è un’attività programmata nel palinsesto con cui i tuoi genitori hanno scandito la tua settimana, ma non sempre, per fortuna, e poi non tutti se lo possono permettere. E poi ci sono situazioni problematiche in cui a casa non ci torni o preferiscono che non ci ...

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Quali libri far leggere ai bambini? L’altra battaglia in corso nella scuola

scritto da Stefano Laffi il 19/05/2015 in scuola, Genere, Omosessualità, Identità sessuale, Gender, Infanzia, Censura | lascia un commento

La battaglia del gender
Da un po’ di tempo è in corso una battaglia dietro le quinte della scuola, meno visibile di quella sul precariato e la riforma, quella sui libri da leggere sin dall’infanzia. Apparsa come notizia di proteste e censure di singoli testi in asili e scuole sparsi per l’Italia, non si capisce se non se ne conosce l’origine:unar 1 il Consiglio d’Europa sollecita (da anni) l’adozione di misure contro la discriminazione basate sull’identità di genere e l’orientamento sessuale, il dipartimento in Italia predisposto a questo scopo (l’Unar) elabora nel 2013 una strategia nazionale, dopo un lungo processo di consultazione e concertazione, da cui derivano un documento organico, opuscoli informativi da usare nelle scuole e consigli di lettura.

Così in classe, sotto forma di “progetto” come sempre avviene in una scuola che non riesce altrimenti ad affrontare la contemporaneità, compaiono fra il 2013 e il 2014 i primi ...

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Un giorno in tv a parlare della vita online dei ragazzi (e degli adulti)

scritto da Stefano Laffi il 13/03/2015 in Giovani, tv, tempo libero, Televisione | lascia un commento

Linea rossa è un programma della televisione svizzera italiana (RSI) che mette in scena la discussione su temi di attualità fra giovani ospiti. Il format prevede la presenza di una quindicina di ragazzi, attorno ai 20 anni di età, seduti su spalti per discutere, con 4 microfoni a disposizione, di fronte a tre poltrone per altri ragazzi che sono i “protagonisti” di quella puntata in virtù di qualche esperienza o rapporto speciale col tema della puntata, e un ospite adulto, l’“esperto”, che entra in scena nel finale dopo aver ascoltato seminascosto per circa mezz’ora e negli ultimi 10 minuti ragiona su quanto ha sentito e risponde alle loro domande. Date queste regole del gioco e tenuto così in disparte ho accettato, ho fatto l’esperto, il tema era quello dei ragazzi “sempre connessi”, la puntata è in onda il 29 marzo, questo è quello che è successo “dietro le quinte”, la puntata ...

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L’integrazione “leggera” tra italiani e stranieri. Grazie agli abiti della Snia

scritto da Stefano Laffi il 02/03/2015 in Giovani, integrazione, immigrazione, Snia, Moda, Macao, Periferie, Brianza | lascia un commento

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Milano è la città della moda, la Brianza è la terra a nord di Milano simbolo del lavoro e dell’operosità artigiana: fin qui lo stereotipo, e un po’ di verità. Però capita che in piena Brianza, a Cesano Maderno, chiuda una fabbrica come la Snia Viscosa, un gigante dell’industria chimica italiana, e un intero quartiere – il Villaggio Snia, appunto, quartiere operaio nato intorno alla fabbrica negli anni ’20 – in 10 anni si spopoli dei suoi residenti e negli appartamenti a basso costo arrivino immigrati da altri paesi, tanti, fino ad essere oggi quasi il 30% degli abitanti. Il Villaggio Snia, da esempio luminoso di Company Town con servizi pubblici creati dalla fabbrica per i suoi lavoratori – case, scuole, ambulatori, campi sportivi – si svuota, i servizi chiudono, subentrano immigrati che non hanno né una lingua né una religione in comune (vengono dal Pakistan, dal Senegal, dalla ...

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I ragazzi del ’99: la sfida di avere 16 anni in una scuola dove il futuro è tabù

scritto da Stefano Laffi il 15/02/2015 in scuola, adolescenti, ministero dell'Istruzione, burocrazia | lascia un commento

Molestia Burocratica

Ascoltare i ragazzi e girare per le scuole in Italia dà la misura di quella che ho chiamato “congiura”, banalmente di come consideriamo e di come trattiamo i bambini e i ragazzi, di quale rispetto abbiamo nei loro confronti.

È davvero il luogo dell’assurdo, dove la retorica digitale crolla miseramente: c’è il videoproiettore in aula magna ma non ci sono i pennarelli in classe, i laboratori sono perennemente chiusi o vuoti, le palestre risultano inagibili alla prima pioggia, le cartine geografiche appaiono a dir poco datate, ecc. e se ne vuoi uscire per visitare un museo o un quartiere è più difficile che scappare di prigione tale è la mole di oneri necessari fra permessi, assicurazioni, liberatorie, adulti accompagnatori, autobus privati, ecc. Anche tacendo l’assurdo sistema delle graduatorie nazionali per assegnare le cattedre – quanti insegnanti si vedono sfilare i ragazzi nel corso ...

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Come raccontare una città che divide il tempo tra “prima” e “dopo” il terremoto

scritto da il 24/01/2015 in Terremoto, L'Aquila, Daniele Segre, Cinema | lascia un commento

Flashback
Un padre ricorda gli occhi terrorizzati del figlio che implora aiuto, una signora l’impossibilità a stare in piedi tanto “balla” il pavimento, un altro il rumore assordante dei crolli simultanei, una donna descrive l’incredulità di uscir di casa per scappare e non trovare più le scale…Terremoto Laquila. Calendario

Nella “dark room” del Centro Sperimentale di Cinema de l’Aquila si ascoltano le voci degli abitanti che ricordano quei pochi secondi in cui tutto cambiò, quelli del terremoto, raccolte dagli studenti impegnati nella scuola di reportage audiovisivo, guidata da Daniele Segre. È l’installazione molto semplice ma agghiacciante che ha dato forma assieme ad alcune impressionanti fotografie al loro primo lavoro di ricerca, fra gli abitanti. Perché a quasi 6 anni di distanza da quel 6 aprile 2009 tutto l’oggi si spiega ancora partendo da lì: “noi abbiamo un altro calendario, gli altri usano la nascita di Cristo, per noi c’è un prima ...

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Da Alfredino a Loris, quei bambini-vittima che piacciono tanto ai mass media

scritto da il 30/12/2014 in Minori, Bambini, giornalismo, Luca Rastello, Daniele Giglioli, Pino Corrias, Carocci, Istituto Innocenti, Mass media | lascia un commento

ISTANTANEA
Come parliamo dei bambini, quando decidiamo di farne tema collettivo, argomento di interesse pubblico?

Bambini ombreAnalizzando sistematicamente la rappresentazione dell’infanzia nella stampa italiana (Bambini e stampa, Carocci, 2007), in un lavoro di ricerca condotto presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze scoprimmo alcune cose: l’infanzia non è un tema caldo dell’informazione, raramente è in prima pagina e di solito non ha giornalisti dedicati (articoli non firmati, firme ogni volta diverse sulla stessa testata), il tema d’entrata è per lo più legato alla violenza e alla salute, il varco principale è quello della cronaca – non certo quello dell’editoriale, del commento, dell’approfondimento, dell’intervista – il tono è quello dell’allarme, il formato preferito è l’emergenza di cronaca, corredata di dati preoccupanti e di commento dell’esperto.

In sintesi, i bambini non ci sono, sono fuori dal radar, compaiono all’improvviso ma solo come vittime - di una violenza, di un’emergenza – ...

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Una lattina, un “progetto”, un corner… Se la scuola si vende gli studenti

scritto da Stefano Laffi il 28/10/2014 in scuola, pubblicità, Red Bull, La Fabbrica, università di Pisa, istruzione | lascia un commento

Qualche giorno fa alla facoltà di economia dell’Università di Pisa sono comparse in aula tovagliette e lattine Red Bull su ogni banco, che inneggiavano a cambiare abitudini, “sostituendo alla vecchia tazzina una lattina”. La campagna è in atto da qualche settimana, in modo evidentemente virale, in rete si trovano immagini di foto scattate in altre università, come alla facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre. Red Bull è una bevanda energetica ad elevato contenuto di caffeina, solitamente consumata dai giovani in grandi quantità la sera per sostenere il tour de force delle uscite notturne ed ora evidentemente all’assalto di un nuovo mercato, quello delle colazioni. A richiesta di informazioni sulla natura dell’accordo né Red Bull né la direzione d’Ateneo hanno risposto.

A pochi chilometri da lì, ovvero nella bellissima biblioteca pubblica S.Giorgio di Pistoia, c’è un American Corner. Per mesi l’ambasciata americana ha osservato quel luogo – e altri, ...

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Come sarebbe la città se si ascoltassero i bambini

scritto da il 06/10/2014 in cittadinanza, scuola, Bambini | lascia un commento

Come ci parla una città quando impariamo a leggere? La città è satura, normata, iperregolata, le didascalie che abbiamo messo alle cose sono queste – divieti, cartelli, orari, regole di utilizzo – e gli oggetti e i simboli – semafori, separatori del traffico, strisce pedonali, ecc. – parlano lo stesso linguaggio, evocano una selva di regole da apprendere. Guido Martinotti diceva a lezione che il traffico “è il più grande esperimento di divisione del lavoro della modernità”: quando sorvoli una metropoli in prossimità di un atterraggio con l’effetto ralenty della visione dall’alto ti colpisce la compostezza e l’ordine dei movimenti, soprattutto se penso all’inferno che è ad altezza uomo, forse ancor più per me che giro in bicicletta. Ma quella divisione, quella compostezza, quell’equilibrio in regime di traffico automobilistico si paga in cartelli, regole e divieti, in un regime spietato di attenzione, proprio come in fabbrica. Così, quando ti affacci da ...

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Il fascino un po’ decaduto del vecchio diario scolastico

scritto da Stefano Laffi il 15/09/2014 in scuola, archivio diaristico Città della Pieve, studenti | lascia un commento

Vedo un pallet con fogli giganti destinati a diventare diari, Vittorio mi dice che quelli sono urgenti, la scuola è iniziata, bisogna rilegarli entro 24 ore. La legatoria Venturini di Cremona compie 50 anni, Vittorio ne ha 40, è un caso abbastanza raro di riuscito passaggio di consegne fra generazioni di un’azienda famigliare, qui si rilega di tutto, dal pieghevole per la fiera di settore al libro dorato per i clienti del momento più sensibili al lusso, i russi. Il diario va poi venduto e per i cartolai è un problema, le mamme chiedono perché mai costi così tanto più di un quaderno, il fatto è che i diari sono come libri, anzi come i libri nel sogno dei genitori, sempre in mano ai ragazzi che li sfogliano ogni giorno per 9 mesi, insomma devono resistere a ben altre prove di un quaderno, hanno copertine cartonate, in legatoria servono macchine apposite ...

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