Archive for tag: Bambini

Da Alfredino a Loris, quei bambini-vittima che piacciono tanto ai mass media

scritto da il 30/12/2014 in Minori, Bambini, giornalismo, Luca Rastello, Daniele Giglioli, Pino Corrias, Carocci, Istituto Innocenti, Mass media | lascia un commento

ISTANTANEA
Come parliamo dei bambini, quando decidiamo di farne tema collettivo, argomento di interesse pubblico?

Bambini ombreAnalizzando sistematicamente la rappresentazione dell’infanzia nella stampa italiana (Bambini e stampa, Carocci, 2007), in un lavoro di ricerca condotto presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze scoprimmo alcune cose: l’infanzia non è un tema caldo dell’informazione, raramente è in prima pagina e di solito non ha giornalisti dedicati (articoli non firmati, firme ogni volta diverse sulla stessa testata), il tema d’entrata è per lo più legato alla violenza e alla salute, il varco principale è quello della cronaca – non certo quello dell’editoriale, del commento, dell’approfondimento, dell’intervista – il tono è quello dell’allarme, il formato preferito è l’emergenza di cronaca, corredata di dati preoccupanti e di commento dell’esperto.

In sintesi, i bambini non ci sono, sono fuori dal radar, compaiono all’improvviso ma solo come vittime - di una violenza, di un’emergenza – ...

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Come sarebbe la città se si ascoltassero i bambini

scritto da il 06/10/2014 in cittadinanza, scuola, Bambini | lascia un commento

Come ci parla una città quando impariamo a leggere? La città è satura, normata, iperregolata, le didascalie che abbiamo messo alle cose sono queste – divieti, cartelli, orari, regole di utilizzo – e gli oggetti e i simboli – semafori, separatori del traffico, strisce pedonali, ecc. – parlano lo stesso linguaggio, evocano una selva di regole da apprendere. Guido Martinotti diceva a lezione che il traffico “è il più grande esperimento di divisione del lavoro della modernità”: quando sorvoli una metropoli in prossimità di un atterraggio con l’effetto ralenty della visione dall’alto ti colpisce la compostezza e l’ordine dei movimenti, soprattutto se penso all’inferno che è ad altezza uomo, forse ancor più per me che giro in bicicletta. Ma quella divisione, quella compostezza, quell’equilibrio in regime di traffico automobilistico si paga in cartelli, regole e divieti, in un regime spietato di attenzione, proprio come in fabbrica. Così, quando ti affacci da ...

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